Il sovraindebitamento origina da un finanziamento per ristrutturazione di casa: il Tribunale di Roma applica la L. 3/12

Un debito di oltre 60mila euro, per i creditori il TFR e una minima provvista mensile

Un uomo separato dal 2010 e con una figlia economicamente indipendente si è ritrovato a non poter più far fronte ai debiti contratti. I suoi problemi economici trovano origine nel lontano 1995 allorquando stipulava un finanziamento presso una finanziaria di circa 20.000.000 di lire al fine di ristrutturare la casa familiare di proprietà della moglie.

Ai tempi, il nucleo familiare poteva contare anche sullo stipendio della donna.

Successivamente nel 2006 l’uomo contraeva un altro finanziamento per l’acquisto dell’auto, funzionale all’attività lavorativa.

Purtroppo la crisi coniugale portava nel 2010 alla separazione e da quell’anno l’uomo non riusciva più ad adempiere alle obbligazioni assunte precedentemente.

Si ritrovava ad avere continuamente crisi di liquidità che lo costringevano al ricorso al credito di banche e finanziarie.

Non solo. Anche la sua salute ne risentiva infatti gli veniva diagnosticato un disturbo bipolare di personalità ipertermica.

I debiti contratti ammontano ad oggi complessivamente ad € 60.000,00 circa e, nonostante ha un lavoro a tempo indeterminato presso una S.p.A., la retribuzione che percepisce supera di poco i mille euro, dalla quale viene altresì detratta la cessione del quinto a favore di una finanziaria.

A disposizione dei creditori, nella procedura liquidatoria della durata di 6 anni: il TFR e una provvista mensile di € 288,00.

Con l’applicazione della legge sul sovraindebitamento l’uomo – se rispetterà quanto stabilito – potrà richiedere, alla fine dei 6 anni, l’esdebitazione che gli permetterà di liberarsi definitivamente dai debiti.