Il Tribunale di Ravenna apre la procedura liquidatoria. A beneficiarne un piccolo imprenditore

Mette a disposizione dei creditori tutto il suo patrimonio mobiliare e immobiliare oltre che una minima provvista mensile e un contributo esterno

Il cliente dello studio Pagano & Partners, seguito dagli Avv.ti Monica Pagano e Matteo Marini, nel gennaio del 1996, costituiva una ditta individuale che si occupava di montaggio, modifiche e riparazioni di infissi e strutture in alluminio, ferro, legno e materiali. Tale attività  cessava nel 2013 e veniva cancellata del Registro Imprese della Camera di Commercio nel 2014.

Dal 2008 al 2009, infatti, l’impresa subiva la crisi del settore edilizio con una conseguente riduzione del fatturato; a ciò si aggiungevano anche gli insoluti di due società (una fallita) per lavori svolti dalla ditta del cliente. Quest’ultimo tuttavia non proponeva formali azioni giudiziali in quanto privo dei mezzi finanziari necessari per sostenere le relative spese legali.

Il venir meno della liquidità necessaria, per assolvere alle proprie obbligazioni, costringeva il cliente a rivolgersi agli istituti bancari per reperire i fondi utili per proseguire con la propria attività di impresa.

In particolare nel 2009 sottoscriveva un contratto di mutuo fondiario ipotecario ventennale per l’importo di € 80.000,00.

Parte della somma mutuata veniva impiegata per la chiusura di un precedente prestito, contratto per l’acquisto della propria abitazione nel 2001 e il restante importo veniva utilizzato per far fronte a spese inerenti l’attività artigianale.

Nel 2011 per  apportare maggior liquidità alla propria ditta individuale stipulava un altro contratto di mutuo ipotecario decennale per l’importo di € 30.000,00.

Nello stesso anno riceveva la notifica di una cartella da parte dell’Agenzia delle Entrate, per l’anno d’imposta 2007, dell’importo di circa € 15.000,00, per Iva non versata e anche di altre diverse cartelle da parte di Equitalia relative ai periodi d’imposta per gli anni dal 2010 al 2014 per Iva, Irpef, Addizionali, Irap, tasse automobilistiche, contravvenzioni e diritti camerali, oltre ad un avviso di accertamento per l’anno d’imposta 2010 emesso dell’Agenzia delle Entrate per la somma di € 23.213,55.

Nel 2018, a seguito di una rimodulazione del piano di ammortamento del finanziamento stipulato nel 2009 e nonostante la riduzione della rata, non provvedeva più al pagamento delle rate mensili dei mutui contratti.

Al 2019 i debiti nei confronti di Agenzia delle Entrate Riscossioni ammontano a circa € 80.000,00.

Nel 2014 veniva assunto da una ditta e da una società con la qualifica di bracciante agricolo, con contratto a tempo determinato, con una retribuzione netta media mensile per entrambi i lavori a circa € 1.200,00.

Negli anni successivi i due contratti di lavoro a tempo determinato venivano rinnovati con il medesimo inquadramento ed attualmente sono vigenti.

A fronte di un monte debitorio totale di più di € 160.000,00 nella procedura vengono messi a disposizione dei creditori:

  • il ricavato della vendita di 2 immobili, di uno il cliente ha la proprietà di 1/8
  • e di terreni agricoli

Il valore totale di tutti i beni immobili è di € 70.000,00.

Inoltre il ricavato della vendita di un motociclo.

Viene anche messo a disposizione dei creditori un contributo esterno di € 5.000,00 proveniente da una terza persona e, dal debitore, una provvista liquida mensile da € 100,00 per un periodo minimo di 6 anni per 72 mensilità (tot. € 7.200,00).

Un ottimo risultato per il debitore!