Tribunale di Milano: banca condannata a rettificare il saldo e al rimborso di circa € 5.00000 per spese legali a favore dell’attrice.

Con apposita sentenza emessa dal Tribunale Ordinario di Milano, il giudice competente ha disposto quanto segue:
  • accerta e dichiara che il saldo del c/c oggetto della causa è pari ad € 9.043,49 a debito del cliente;
  • condanna parte convenuta a rimborsare in favore di parte attrice le spese di giudizio, che liquida in € 4.835,00 per compensi ed € 477,00 spese esenti, oltre 15% per spese generali, CPA ed IVA;
  • distrae il pagamento del rimborso delle spese processuali in favore del difensore di parte attrice;
  • pone le spese di ctu in via definitiva a carico di parte convenuta.

Per comprendere le ragioni di suddetta decisione, bisogna riportare una breve cronistoria circa la vicenda in questione. Dopo aver riscontrato alcune irregolarità ed anomalie bancarie sui rapporti contrattuali intrattenuti con un noto istituto di credito, la società attrice – difesa e assistita dall’avv. Monica Pagano dello Studio Pagano & Partners – con apposito atto di citazione richiede l’intervento dell’organo giudicante, al fine di conseguire una sentenza di accertamento, atta a confermare la presenza delle irregolarità contestate.

Più precisamente, l’attrice contesta la pattuizione e l’applicazione di interessi ultra-legali illegittimi ed usurai, commissioni nulle ed anatocismo, da parte dell’Istituto di Credito, sul conto corrente oggetto della controversia. La domanda della ricorrente, si fonda sulle risultanze di un elaborato peritale, commissionato ad apposito CTP: il Consulente, ha infatti appurato un errato saldo del c/c intestato alla società attrice, riscontrando altresì l’applicazione di somme non dovute. La Banca in questione, infatti, ha agito in totale dispregio della normativa in tema di contratti bancari, incrementando così somme “sine titulo”; più precisamente, la convenuta ha incassato interessi, commissioni di massimo scoperto e spese non dovuti. Pertanto, alla luce di suddette risultanze, il perito ha identificato un saldo differente (rispetto a quello riportato dalla banca) a credito della società attrice.

Pertanto, nel relativo atto di citazione, parte attrice chiede quanto segue:

  • accertare il saldo effettivo del c/c oggetto della controversia;
  • accertare e dichiarare l’applicazione di interessi usurari, da parte della Banca, sul c/c intestato alla società attrice;
  • rideterminare il corretto “dare e avere” tra le parti;
  • accertare che la Banca, con la propria condotta contra legem, ha cagionato all’attrice un danno…

Alla luce di quanto appena esposto, l’organo giudicante, come già indicato in precedenza, si pone in totale accordo con le richieste dell’attrice. Le ragioni di fatto e di diritto della decisione del Tribunale, possono essere così riassunte:

  • con riferimento al tasso debitore e la C.M.S., non essendo stato indicato il tasso debitore ultralegale, né la misura della C.M.S., è stata quindi disposta apposita ctu contabile per il ricalcolo del conto corrente…;
  • anatocismo: la Banca non si è attenuta alle disposizioni della delibera CICR 09/02/2000; pertanto, nella CTU, non è stata contemplata la capitalizzazione degli interessi debitori per tutto il periodo documentato. Inoltre, occorre sottolineare che l’Istituto di Credito, non ha provveduto al deposito di una memoria, diversamente da quanto affermato da quest’ultimo;
  • in tema di prescrizione, invece, “la banca ha sollevato eccezione di prescrizione della domanda attorea”: tale eccezione, però, è fondata parzialmente, in quanto il c/c oggetto della controversia, risulta ancora in essere (pertanto nessuna prescrizione può essere maturata);
  • CTU: “la ctu, ha rilevato due rimesse solutorie ante decennio, per un importo pari ad € 585,80 e, ha ricalcolato il saldo in € 9.043,49 a debito, rettificando così il saldo banca che ammontava invece ad euro 22.712,36”.

 

Brescia, 28 agosto 2017

Dott.ssa Irene Giorgi                Avv. Monica Pagano