Tribunale di Milano: nuovi decreti di apertura della procedura liquidatoria a favore di due coniugi che hanno subito l’azione esecutiva immobiliare perdendo la casa

Lui consulente finanziario, lei dipendente hanno beneficiato della L.3/2012.

Una famiglia indebitatasi per varie vicissitudini, due procedure da sovraindebitamento strettamente collegate fra loro.

I clienti dello studio Pagano & Partners sono marito e moglie e oggi vivono in una casa presa in locazione insieme ai loro tre figli. Ecco la loro storia.

Nel 2005 accendono un mutuo per l’acquisto della prima casa in cui vivere.

I problemi economici della famiglia sorgono nel 2007, anno in cui l’uomo viene licenziato a seguito di una presunta accusa di appropriazione indebita di somme di denaro aziendali.

Tale situazione si ritorce ovviamente contro l’uomo anche dal punto di vista della sua immagine, poiché viene pregiudicata pesantemente la sua reputazione.

La vicenda giudiziaria si conclude nel 2014 con una sentenza di assoluzione lasciando tuttavia gravi strascichi infatti l’uomo fatica per molto tempo a trovare un’occupazione, nonostante l’impegno profuso e la famiglia farà fronte alle esigenze economiche con il solo stipendio della moglie.

Tale situazione economica già compromessa si aggrava ulteriormente nel 2012 allorquando a causa di una cospicua dispersione d’acqua vengono emesse bollette di consumo di cifre elevatissime che la famiglia non riesce a pagare.

Tale dispersione è causata da un problema di progettazione e posizionamento degli impianti idrici.

Ancora, nel 2010 l’apertura di una procedura esecutiva promossa dall’istituto di credito avente ad oggetto la casa di proprietà dell’uomo, sul quale gravava il mutuo intestato a entrambi i coniugi. La casa viene aggiudicata nel 2018.

Per ovvi motivi le problematiche economiche del marito si ripercuotono anche nella situazione finanziaria della moglie, unico componente ad avere un reddito da lavoro dipendente sul quale grava una cessione del quinto.

I debiti dei coniugi ammontano negli anni complessivamente ad oltre € 300.000,00 e per tutta la durata della procedura (5 anni) mettono a disposizione dei creditori:

  • una provvista liquida mensile di 300,00 per 14 mensilità per 5 anni;
  • il ricavato della vendita dell’immobile;
  • un’automobile e un autocarro di loro proprietà.

Rispettando quanto prescritto per tutta la durata della procedura potranno entrambi beneficiare infine del decreto di esdebitazione, liberandosi da tutti i loro debiti.