Tribunale di Pavia: applicata la L.3/12 a beneficio di un cliente senza occupazione

Il Giudice ha aperto la procedura liquidatoria accogliendo il ricorso presentato dallo Studio Pagano nell'interesse del cliente

Il debito si assesta a circa  € 235.000,00!

A disposizione dei creditori il ricavato della vendita dell’immobile di sua proprietà (essendoci una procedura esecutiva immobiliare in corso).

Il cliente è separato dal 2013. Ha due figli, attualmente studenti e il nucleo familiare è composto da lui solo.

È attualmente disoccupato, venendo sostenuto economicamente dai genitori novantenni.

Fino al 2010 lavorava come dipendente presso una concessionaria automobilistica, che a seguito della crisi cessava di pagare lo stipendio e dopo lo licenziava.

Nel Febbraio 2011 apriva una società di trasporti rivestendo la qualifica di socio accomandatario ma dopo qualche mese la società non solo non produceva utili, ma risultava in perdita. Impegnava anche i propri risparmi personali, tuttavia, stante il perdurare della situazione finanziaria negativa e la mancanza di supporto da parte del socio accomandante, non avendo neppure più una disponibilità economica personale cui attingere, nel Maggio 2013 l’attività veniva liquidata.

Nonostante azioni legali intraprese nei confronti dell’ex socio accomandante, che a quanto risulta prelevava senza autorizzazione dai conti aziendali e ne apriva di ulteriori senza nulla comunicargli, non otteneva alcun ristoro per i danni subiti, dovendo tuttavia affrontare ulteriori esborsi, sostenuti solo grazie all’aiuto economico dei genitori.

Nel 2013 diveniva socio lavoratore di una cooperativa, percependo dei compensi esigui ma all’aggravarsi della situazione di salute degli anziani genitori, doveva necessariamente prestargli assistenza.

 

Non vengono inclusi nella liquidazione il mobilio di arredo della casa (bene funzionale al sostentamento e al decoro familiare) né l’autovettura in quanto di trascurabile valore economico e sottoposta a fermo amministrativo.